In provincia di Potenza le cure domiciliari non sono all'anno zero

Le cure domiciliari in provincia di Potenza non sono all'anno zero. La situazione descritta in alcuni articoli di giornali pubblicati sulla base dei dati dello studio Istat “Italia Longeva” non risponde al vero. Per fornire una giusta comunicazione ai cittadini, l’ASP ha diffuso un lungo comunicato stampa del commissario Massimo De Fino per fare alcune precisazioni:

1. PAZIENTI ASSISTITI - Il numero rilevato dal flusso dei dati ministeriali sui pazienti assistiti è nettamente inferiore al dato reale, mentre il trend dell’offerta di cure domiciliari agli anziani è in costante crescita. Nel 2016 i pazienti con più di 65 anni sono stati 3.252 pari al 3,90% degli anziani residenti, mentre nel 2017 i pazienti over 65 in carico sono stati 4.617, pari al 5,53%. Non è un privilegio per pochi un servizio assicurato quasi al 6% della popolazione anziana. In aumento anche gli accessi in un anno per ogni paziente passati dai 49,14 del 2016 ai 56,83 nel 2017. Comunque l'Asp lavora a un nuovo software per risolvere il problema dei dati non corrispondenti.
2. INTENSITA' ASSISTENZIALE - In riferimento al dato riportato di un CIA di 0,29, che fa pensare a una intensità assistenziale relativamente bassa , si precisa che il CIA medio in Basilicata è 0,31, di gran lunga più alto rispetto a regioni come il Piemonte (0,22), il Lazio (0,27), la Calabria (0,26), la Lombardia (0,23).
3. COSTO MEDIO ANNUO PER PAZIENTE - Gli articoli riportano un “record di spesa” per l’ASP di Potenza rispetto ad altre realtà ove il costo appare dimezzato. Un dato elevato in prima evidenza anche se va sottolineato il trend positivo: il costo è calato dai 1.156,76 euro del 2016 ai 1.075,34 € nel 2017. C'è però una questione di metodo fondamentale: le Cure Domiciliari comprendono tutte le spese necessarie all'assistito che afferiscono nel budget aziendale in un centro di costo unico. Nei mille euro spesi per un paziente rientrano quindi le cure palliative (costituite da diverse prestazioni professionali e dalla fornitura di farmaci e di dispositivi medici), i preparati per la nutrizione artificiale (NAD), l'aiuto infermieristico (OSS), gli oppiacei, ecc. Nello studio non è chiaro se si sia adottato lo stesso criterio nel riportare i costi per la singola presa in carico o altre realtà si riferiscano a una quota delle prestazioni erogate. L'Asp di Potenza concorda con la necessità di offrire adeguate e pronte risposte alle nuove malattie cronico degenerative che crescono in modo esponenziale: si stanno cominciando a calibrare gli interventi attraverso la messa a punto di specifici percorsi diagnostici e terapeutici incardinati ai processi di teleassistenza di cui la Regione si sta adeguatamente attrezzando. 
4. UNA BUONA PRATICA SULLE CURE PALLIATIVE - Le tabelle riportate nell’articolo della “Nuova del Sud” (il 23 luglio 2018) mettono in evidenza dati di attività riferiti anche ad anni antecedenti il 2016. L’ASP di Potenza nel 2014 si è sottoposta ad un altro processo di benchmarking a cura dell’Osservatorio delle buone pratiche nelle Cure Palliative dell’Agenas, ottenendo un’ottima performance poiché ha raggiunto 13 dei 14 obiettivi di qualità previsti, come riportato nella tabella trasmessa dallo stesso Osservatorio. Tale prestigioso risultato, oltre che rappresentare motivo di orgoglio per l’ASP e per tutta la Regione, prova che l’implementazione della complessità clinica e gestionale nel rispetto dei canoni dell’appropriatezza è la giusta strada per migliorare l’assistenza e la qualità di vita, soprattutto dei pazienti anziani.


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