Sì, il tonno può contenere mercurio, in particolare metilmercurio, una sostanza che tende ad accumularsi nell’organismo e che può risultare dannosa soprattutto per il sistema nervoso.
Le categorie più sensibili sono donne in gravidanza, bambini piccoli e neonati. Il motivo è semplice: il tonno è un pesce predatore di grandi dimensioni e, nutrendosi di altri pesci durante tutta la vita, accumula progressivamente quantità maggiori di mercurio rispetto alle specie più piccole.
Secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, la dose settimanale tollerabile di metilmercurio è pari a 1,3 microgrammi per chilo di peso corporeo.
L’indagine delle ONG sul tonno in scatola
Negli ultimi mesi hanno fatto discutere i risultati di un’analisi condotta dalle ONG Bloom e Foodwatch. Lo studio ha preso in esame 148 confezioni di tonno in scatola acquistate in vari supermercati europei, inclusi quelli italiani. Tutte le confezioni analizzate presentavano tracce di mercurio. Inoltre, più della metà superava la soglia di 0,3 mg di mercurio per kg di prodotto, considerata il limite standard previsto per molte specie ittiche.
La presenza di mercurio nel tonno non rappresenta una sorpresa per gli esperti. Essendo un grande predatore marino, questo pesce tende naturalmente ad accumulare contaminanti ambientali.
Bisogna inoltre distinguere tra il limite generico fissato per il pesce e quello specifico previsto per il tonno. Per questa specie, infatti, la normativa europea consente fino a 1 mg di mercurio per kg di prodotto. Considerando questo parametro, solo una piccola parte delle scatolette analizzate risulterebbe effettivamente oltre i limiti consentiti.
Quanto tonno in scatola si può mangiare?
Gli esperti consigliano di consumare tonno in scatola con moderazione. La quantità suggerita è di una o due scatolette a settimana, anche a causa dell’elevato contenuto di sale presente in molti prodotti conservati. Per donne in gravidanza, in allattamento e bambini piccoli è preferibile ridurre ulteriormente il consumo.
Un aiuto può arrivare anche dai report indipendenti pubblicati dalle associazioni dei consumatori, utili per scegliere marchi con livelli di mercurio più bassi. Nonostante il tema mercurio, il pesce continua a essere considerato un alimento prezioso all’interno di una dieta equilibrata. Consumare pesce più volte a settimana apporta proteine di qualità, omega-3 e numerosi micronutrienti benefici.
La strategia migliore è variare le specie consumate, privilegiando più spesso pesci di piccola taglia, che accumulano meno mercurio.
Quali pesci preferire al tonno?
Per ridurre l’esposizione al mercurio senza rinunciare ai benefici del pesce, si possono alternare al tonno alimenti come:
- sardine
- alici e acciughe
- trota
- nasello
- gamberetti
- calamari
Queste specie hanno generalmente concentrazioni più basse di contaminanti e possono essere consumate con maggiore tranquillità.
Il punto fondamentale non è eliminare completamente il tonno dalla dieta, ma consumarlo in modo equilibrato e consapevole. Inserito all’interno di un’alimentazione varia e bilanciata, il tonno in scatola può continuare a far parte della routine alimentare senza particolari rischi per la maggior parte delle persone.